Come scrivere la tesi in poco tempo: 6 strategie efficaci

Come scrivere la tesi in poco tempo: le 6 strategie che funzionano davvero sotto pressione

Scrivere la propria tesi di laurea o un qualsiasi elaborato accademico assorbe molto tempo, ore di ricerca e di studio, minore tempo da dedicare agli affetti familiari ed all’attività professionale. Tuttavia, è possibile implementare determinate strategie per preparare una tesi di laurea in poco tempo e che funzionano davvero sotto pressione.

Il tempo a disposizione per scrivere e consegnare il proprio lavoro accademico può ridursi notevolmente a causa di differenti fattori esogeni o endogeni che possono incorrere: una scadenza anticipata, il blocco dello scrittore, un Relatore che non dà alcun feedback, settimane erse per dubbi e per ricercare le fonti bibliografiche.

Redigere una tesi di laurea sotto pressione è possibile, ma richiede un metodo ben diverso da quello che si userebbe nel caso in cui si avesse più tempo libero a disposizione. In questa guida sono raccolte e spiegate ad hoc le strategie utili per poter risparmiare la risorsa temporale: si tratta di piccoli trucchetti utili che consentono di gestire al meglio il lavoro e la scrittura accademica nel caso in cui la finestra temporale a disposizione sia piuttosto limitata.

Le strategie descritte in questa guida funzionano e agiscono su due ostacoli reali della scrittura accademica in un lasso temporale ristretto: la dispersione del fattore tempo e il blocco da perfezionismo.

La tecnica del Pomodoro applicata al lavoro accademico

La prima strategia utile e funzionante per scrivere la propria tesi di laurea quando si ha poco tempo a disposizione è la c.d. tecnica del pomodoro, la quale consente di dividere il lavoro in blocchi di 25 minuti di concentrazione assoluta, seguiti da una pausa di 5 minuti: ogni quattro “pomodori” è possibile concedersi una pausa di 15-20 minuti.

Questa tecnica consente di risolvere una problematica molto diffusa quando si scrive una tesi di laurea sotto pressione: le sessioni di lavoro si dilatano senza produrre alcun risultato. Il punto chiave sta nell’impegno profuso a lavorare su un task per tutto il blocco senza distrarsi, guardare il telefono e rileggere quanto scritto.

Per preparare la tesi di laurea ogni pomodoro dovrebbe avere un determinato obiettivo: “scrivere il paragrafo sulla metodologia di raccolta dati”. Occorre impostare un timer e dichiarare per iscritto l’obiettivo del blocco prima di procedere, durante le pause è possibile alzarsi, bere acqua e camminare e non controllare Social, email e telefono e, infine, per restare motivato è bene segnare ogni pomodoro completato. Vedere gli steps raggiunti è una leva motivazionale concreta nelle giornate pi impegnative.

Il modello di pianificazione a ritroso

La seconda strategia utile per scrivere la tesi di laurea sotto pressione è il modello di pianificazione a ritroso: nel caso in cui il tempo sia davvero scarso, pianificare “in avanti” giorno dopo giorno porta a sottostimare il lavoro residuo. Questo modello parte dalla deadline e risale a ritroso, venendo ad assegnare a ciascuna fase un termine ultimo non prorogabile. Occorre pianificare un cronoprogramma non negoziabile.

Si parte fissando la data di consegna definitiva e si sottraggono almeno 2-3 giorni di margine per imprevisti (stampa, rilegatura, problemi tecnici). Da lì si stabiliscono le scadenze intermedie per la revisione finale, la stesura dei singoli capitoli, la raccolta delle fonti e la definizione dell’indice. Ogni fase ottiene così una scadenza reale, non una stima vaga.

Uno strumento utile è quello di annotare le scadenze intermedie su un calendario visibile e trattare ciascuna come se fosse la vera consegna. Una regola d’oro di questa strategia è la seguente: se una fase sfora la deadline, il tempo deve essere recuperato andando a comprimere le fasi successive.

La bozza “no-revisione”: scrivi tutto, correggi dopo

Un’altra ottima strategia che consente di redigere una tesi di laurea in poco tempo è la bozza “no-revisione” dal momento che una delle cause principali della lentezza nella scrittura accademica è la revisione simultanea. Molto spesso ci si ferma a ogni frase per cercare la parola perfetta, controllare una citazione o riformulare un periodo.

Si tratta di condotte che devono essere del tutto eliminate. La strategia oggetto di discussione consiste nel redigere un capitolo dall’inizio alla fine senza tornare indietro, anche se la formulazione non è molto convincente o manca qualche dato preciso.

Nel caso in cui occorra un riferimento è necessario inserire un segnaposto chiaro e poi si prosegue. La revisione, il controllo delle fonti bibliografiche e la levigatura dello stile avvengono solamente ina una fase dedicata e successiva.

Ciò implica che questa strategia funziona perché scrivere senza sosta tende a generare un flusso più naturale e più trasparente di quanto si tema. Solo dopo aver completato l’intera bozza si passa alla rilettura, al controllo delle citazioni ed alla coerenza terminologica.

Il lavoro a blocchi con le fonti

Un’altra interessante strategia per scrivere la tesi di laurea in poco tempo è lavorare con le fonti “a blocchi”: ciò implica raggruppare attività simili ed affrontarle in sessioni ad hoc. L’alternanza casuale della lettura con la presa di appunti e la scrittura rappresenta uno dei modi più rapidi per disperdere una mole preziosa di ore. Ogni step da un’attività all’altra rappresenta un onere cognitivo che si somma in un’intera giornata.

Un tipico blocco può essere: raccolta delle fonti bibliografiche necessarie per redigere i capitoli teorici, lettura e individuazione delle informazioni utili, poi organizzazione delle note e scrittura definitiva del capitolo. In questo modo, quando si redige il capitolo è possibile farlo senza interrompere la scrittura per andare a cercare un determinato paper o ogni altra risorsa bibliografica.

La sequenza consigliata è ascrivibile alla seguente: raccolta delle fonti, lettura approfondita, estrazione delle note, organizzazione dell’argomento e scrittura del capitolo. Per ogni fonte bibliografica letta è bene annotare in qualche riga il punto utile e la pagina precisa, evitando di rileggere l’intero testo. Le fonti devono essere raggruppate per argomento o capitolo e non per ordine cronologico di scoperta.

Time-boxing dei capitoli con la regola dell’80/20

Non tutti i capitoli della tesi richiedono lo stesso livello di approfondimento, ma sotto pressione si tende a dedicare massima attenzione ad ogni sezione, finendo per non completare nulla in tempo. Il time-boxing dei capitoli consiste nell’assegnare a ciascun capitolo un tempo massimo fisso, a prescindere da quanto si vorrebbe lavorarci.

La regola dell’80/20 consente di decidere come investire al meglio il tempo: l’80 percento del valore della tesi deriva dal 20 percento delle sezioni chiave, tra cui l’introduzione, la discussione dei risultati e le considerazioni conclusive. Le parti descrittive possono essere trattate in modo sintetico senza compromettere la qualità globale. Il time-boxing dei capitoli consente di stabilire in anticipo quante ore o giornate dedicare a ciascun capitolo e di rispettare il limite anche se non ci sente soddisfatti.

Delegare ciò che non è scrittura pura

Molto del tempo perso nel corso delle ultimissime settimane prima della consegna non va dedicato alla scrittura vera e propria, ma alle attività di supporto: la formattazione delle fonti bibliografiche, il controllo ortografico e di coerenza dello stile devono seguire le norme redazionali contenute nel Vademecum dell’Ateneo universitario. Questi passaggi possono essere delegati ad un tutor accademico del team di Aiutotesi.

Si deve essere in grado di riconoscere quali attività possono essere affidate a strumenti o ad un valido supporto esterno, mantenendo il pieno controllo sui contenuti e sulle argomentazioni. Ciò che non deve essere delegato è ascrivibile all’argomentazione vera e propria, all’analisi dei dati ed alle considerazioni conclusive che restano un lavoro che solo lo studente può e deve essere svolgere in autonomia, anche se può richiedere la consulenza di un tutor specializzato.

Considerazioni conclusive

Nessuna di queste strategie funziona in modo del tutto isolato dalle altre, ma la pianificazione a ritroso definisce le scadenze ad hoc, la tecnica del pomodoro struttura il tempo all’interno di una giornata, il lavoro a blocchi consente di evitare lo spreco cognitivo del passaggio continui tra differenti attività, la bozza no-revisione consente di eliminare il blocco da perfezionamento ed il time-boxing aiuta a proteggere le sezioni che contano di più.

Se utilizzate di concerto ed in modo coerente queste strategie consentono di trasformare settimane di ansia in un percorso ragionato e cronometrato nel tempo. L’ausilio e l’affiancamento di un tutor accademico può essere la soluzione per beneficiare di un servizio ad hoc utile per scrivere una tesi di laurea di qualità.